Don Francesco
Boninsegna, fondatore e Presidente del Circolo Culturale S.Vigilio
dal 1987 al 2004.
Nato a Predazzo il 31 luglio
1921, figlio di famiglia numerosa, sette fratelli e una sorella,
Francesco Boninsegna fu ordinato sacerdote a Cles il 17 marzo 1945.
Per due anni fu cooperatore a Lavis e per altri due a Piedicastello.
Dal 1949 al 1960 fu curato a Serrada di Folgaria, dove operò
sempre con grande cuore e instancabile zelo per la cura delle anime e
per migliorare le strutture parrocchiali: chiesa, canonica, oratorio.
Là nacque una profonda amicizia con il senatore Giovanni
Spagnolli e la sua famiglia. Nel 1960 accettò di trasferirsi a
Merano (che a quel tempo faceva parte della diocesi di Trento) come
vice parroco per i fedeli di lingua italiana di Maia Bassa.
Inizialmente fu ospite nel Convento dei Padri Cistercensi fino a che
gli riuscì di costruire la casa canonica dei sacerdoti di
lingua italiana. Collaborò sempre in buona armonia sullo
stesso territorio con il parroco titolare della parrocchia, padre
cistercense, accordandosi per le varie celebrazioni: normalmente per
quelle festive nella chiesa parrocchia di S.Vigilio, per quelle
feriali nella chiesa più piccola di S.Maria del Conforto. Di
questa chiesa, santuario mariano storico e artistico, egli curò
un primo importante restauro. Sviluppò tutte le attività
parrocchiali. Esperto e abile nel canto, diede vita al coro
parrocchiale. Per la catechesi e la formazione dei bambini e della
gioventù ampliò la struttura dell'oratorio, aprì
locali della canonica, sostenne iniziative e associazioni come gli
scouts, le riunioni di giovani in servizio militare, Comunione e
Liberazione. I giovani lo apprezzarono molto, al punto di chiamarlo
gogliardicamente “don Re”. La canonica fu subito casa di
ospitalità per altri sacerdoti e punto di riferimento di
attività missionarie, come l'opera di don Mario Delladio.
All'inizio di settembre 1982 lasciò l'incarico di parrocoe si
trasferì nel nuovo popoloso quartiere di S.Antonio –
S.Vigilio, nella zona sud est di Merano, dove aveva un suo
appartamento con un'ampia sala che usò come centro di
preghiera e di riunioni. In seguito riuscì a far costruire una
cappella a sud ovest del quartiere S.Vigilio, e a predisporre alcuni
ambienti che divennero luogo di catechesi e centro di attività
socio-culturali animate in particolare dal movimento Comunione e
Liberazione. Per oltre vent'anni fu infaticabilmente attivo fino a
quando, nella prima metà del 2004, lo colse un male incurabile
che gli tolse rapidamente le forze. Nel periodo della sua malattia,
il bene che fece in vita gli fu ricambiato dalla presenza e dalle
cure di molti familiari e amici. In modo del tutto speciale si dedicò
a lui il dott. Paolo Spagnolli nell'ospedale di Negrar e, negli
ultimi giorni, al suo fianco nella casa di Merano. Si spense venerdì
24 settembre poco dopo le 15, accompagnato dalle preghiere dei suoi
cari e del nipote don Filippo Boninsegna. Con il suo testamento e con
le offerte in suo suffragio egli vuole che sia sostenuta l'opera del
dott. Carlo Spagnolli per i malati e i poveri dello Zimbawe in
Africa. (Ha curato questa vita di don Francesco il nipote,
don Filippo Boninsegna)
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