WSXDRE Ah, se l'avessi saputo
oggi
Gli era costato due anni del suo tempo libero e del suo sonno. Aveva lavorato davvero sodo e,
alla fine, le sue quattrocentocinquanta cartelle le aveva scritte e le aveva consegnate all'editore.
“Il suo romanzo è interessante, molto interessante” aveva detto l'editore all'autore, convocato nel suo ufficio.
“Sarà un sicuro successo di mercato” aveva insistito, mentre l'interlocutore non trovava le parole per esprimere la sua sorpresa e la sua gioia. Con il fiato sospeso e il cuore in tumulto riusci solo a boccheggiare senza emettere suono alcuno. L'editore continuò con entusiasmo:
“Realisticamente, potremo vendere cinquecento mila copie il primo anno, il che significa per lei un ricavo di circa …. “sollevò gli occhi in alto, accarezzandosi il mento con la mano, per fare un rapido calcolo “… due milioni, euro più euro meno”.
“Lordi, s'intende” aveva aggiunto, quasi per scusarsi delle riduzioni fiscali per le quali lui non poteva nulla.
L'autore si era afflosciato incredulo sulla poltroncina in cui era seduto mentre rivoli di sudore, provocati dall'emozione, gli scendevano lungo la schiena lasciandolo a disagio.
L'editore lo stava guardando fra l'interrogativo e il divertito:
“Cosa le succede?” gli chiese “non è contento? Ah, capisco, non se l'aspettava e quindi l'emozione le ha seccata la gola. Ecco, beva un po' d'acqua”.
Versò della minerale in un bicchiere di plastica che gli allungò premuroso.
L'autore prese il bicchiere con mano tremante e lo vuotò. Respirò a fondo e finalmente riuscì ad articolare un ringraziamento.
“Ha ragione” disse “non sono mai stato così emozionato. Non mi aspettavo, sa, di raggiungere il successo al primo colpo, se così si può dire”.
“Vedo che lei non conosce il mondo dell'editoria” il suo interlocutore lo guardò con aria severa.
“In realtà il guadagno ipotizzato è vincolato a certe particolari condizioni. Si tratta di questo. Lei ha impiegato, mi ha detto, due anni per scrivere questo eccellente romanzo. Quando sarà pubblicato, la prima edizione scomparirà letteralmente dal mercato e dovremo stamparne una seconda. La pubblicità e il passaparola faranno sì che anche la seconda edizione si esaurirà rapidamente e noi saremo costretti e pubblicare una terza edizione e poi una quarta e così via. Il pubblico che la leggerà sarà sempre più numeroso e ci saranno delle forti aspettative per il suo prossimo romanzo. Ne sta scrivendo uno nuovo, vero?”
I suoi occhi, ora, guardavano inquisitori l'autore che sentì il vuoto crearsi dentro di sé.
“A dire il vero, non ho ancora idea ..” tentò di rispondere, le parole malferme sulla lingua.
“Ecco, vede, questa è la formula del successo economico nell'editoria: nel momento in cui viene pubblicato un libro fortunato con ampia tiratura, l'autore deve essere quasi alla fine del suo prossimo romanzo, e così di seguito, in modo che i lettori - il pubblico - siano sempre in tensione emotiva”
“Capisco”osservò “questo significa che devo subito pensare ad un nuovo romanzo e ...”
“Si, ma non solo: il pubblico non attende due anni per un romanzo che si aspetta che gli piaccia. Lei dovrà garantirmi la consegna del suo prossimo lavoro in sei mesi … “l'autore saltò sulla sedia per dire che no, non avrebbe mai potuto farcela .. “altrimenti non inizierò neppure la stampa della prima copia, e quindi “no money”. Non posso, e non voglio, tradire la fiducia del mio pubblico”.
Adesso il suo tono si era fatto un po' duro.
“Io” incominciò l'autore con voce incerta “non so se ce la potrò fare. Ho un lavoro, una moglie, e non li posso trascurare per scrivere un romanzo ...”
L'editore lo interruppe con un tono di voce in cui il rimprovero non era neppure tanto velato.
“Il suo lavoro vale due milioni l'anno? Sua moglie vale due milioni? Bisogna fare delle scelte, amico mio, lei deve decidere. Posso anche aiutarla a scegliere, se vuole. Il problema del tempo potrebbe non esistere se lei lasciasse il suo lavoro. Mi ha detto che sua moglie ha un impiego, potreste vivere di quello”
“Mia moglie non guadagna a sufficienza ...”
“Ma lei non avrà tempo per spendere i soldi che sua moglie guadagna: il suo tempo sarà impegnato nella scrittura del romanzo”.
Ci furono ulteriori scambi di battute, ipotizzarono certi modi di procedere, poi l'autore capitolò.
Il contratto che venne sottoscritto dalle parti prevedeva che l'editore avrebbe cominciato la pubblicazione del romanzo subito, compatibilmente con i tempi tecnici, e che l'autore avrebbe consegnato il suo prossimo romanzo a sei mesi dall'uscita del primo, pena la riduzione del compenso a un decimo, e che i compensi delle vendite gli sarebbero stati accreditati totalmente alla fine di un anno dalla prima pubblicazione. Questa parte del contratto era stata molto sofferta dall'autore perché, una volta dimessosi dal lavoro attuale, poteva contare solo sul reddito della sua attività di scrittore e, se avesse fallito, duecentomila euro in un anno, pur non essendo una cifra trascurabile, non l'avrebbero messo economicamente al sicuro per il futuro. Eppoi, se non fosse uscito il suo secondo romanzo le vendite sarebbero calate e lui avrebbe finito per trovarsi senza il lavoro fisso e con un reddito da scrittore trascurabile.
Alla stretta di mano, l'editore congedò l'interlocutore con un “Spero di doverle staccare molti assegni e con molti zeri”, cui l'autore rispose con un pallido e preoccupato sorriso “Me lo auguro anch'io”
Uscì dall'ufficio, chiudendosi la porta alle spalle.
2 mesi dopo
L'autore batteva furiosamente sulla tastiera del suo PC. Scriveva ormai giorno e notte e si concedeva solo 5-6 ore di sonno per riposare la mente e i due indici che usava per scrivere. Era molto nervoso. Stava digitando la “pagina 386/386”, così stava scritto in basso a sinistra appena sopra la barra delle applicazioni, ma era consapevole che non si trattava di un buon romanzo.
Da quando aveva firmato il contratto con l'editore, e lasciato il suo lavoro, la sua mente aveva perso la creatività di un tempo, probabilmente perché impegnata a preoccuparsi di cosa sarebbe accaduto se non fosse riuscito a rispettare il contratto. Aveva tentato più volte di rilassarsi, di concedersi delle pause, ma no, non era servito a nulla.
Sua moglie ogni tanto entrava nella stanza in cui scriveva, lo accarezzava e lui sentiva il suo profumo e il suo desiderio; ma non aveva tempo per quelle cose, due milioni erano ben più importanti della passione di sua moglie.
Cominciava ad essere seriamente preoccupato.
***
L'editore non era più molto giovane, il suo prossimo compleanno sarebbe stato il quarantaseiesimo, ma era ancora, come dire? un birichino. Elegante, distinto, alto oltre la media e di corporatura sportiva, brizzolato, le donne lo affascinavano, lui affascinava loro e non si lasciava scappare alcuna occasione. Quella signora poi, sulla trentina, elegante, bella, carica di fascino e di stile che aveva intravvisto alla guida della macchina decappottabile quando l'autore era uscito dopo la firma del contratto, non concedeva pace ai suoi sonni. L'aveva incontrata – per puro caso, s'intende – lungo la strada che conduceva al suo ufficio, si era presentato e le aveva proposto di parlare del lavoro di suo marito. Lei aveva accettato volentieri, ed erano finiti in un bar elegante a scambiare chiacchiere che nulla avevano a che vedere con il romanzo ne' con il marito.
Da quel giorno s'incontrarono occasionalmente, poi sempre meno occasionalmente e, in seguito, sempre più emotivamente coinvolti.
5 mesi dopo
L'autore stava editando per la seconda volta il suo romanzo. Non gli piaceva lo stile narrativo, non era incalzante come quello del suo primo lavoro, anche se la storia era adeguatamente intrigante.
Si alzò dalla scrivania per muovere le membra irrigidite dalla posizione seduta, e lo sguardo gli andò allo specchio della consolle che decorava una parete della stanza adibita a ufficio.
Se sua moglie l'aveva sposato c'era un motivo: affascinante, brioso, giovane e giovanile, la passione per la lettura lo aveva reso anche socialmente piacevole, non c'era argomento di cui non potesse parlare con altri a qualsiasi livello. L'immagine che lo specchio gli rimandò, però, era assai diversa da quella dei suoi ricordi: trasandato, barba lunga, occhi arrossati dal troppo tempo davanti al PC, persi i contati con gli amici, anche sua moglie sembrava trascurarlo un po'. Ma forse era per lasciarlo lavorare tranquillo, si consolò.
“Se avessi saputo che la vita dello scrittore è questa, forse non mi sarei lasciato convincere ad affrontare questa avventura!” si trovò a riflettere. “Ah, se l'avessi saputo prima ...”
Gli mancava molto la vita sociale, gli mancavano gli amici, la moglie … ma si sarebbe rifatto non appena avesse incassato quei due milioni.
Si rimise al tavolino, rilesse rapidamente le ultime righe su cui stava lavorando e proseguì con furia l'editing del romanzo.
***
L'editore incontrava la moglie dell'autore regolarmente, ormai, ed era finalmente riuscito a fissare un appuntamento nella città in cui lei, quella sera, avrebbe dovuto trattenersi per il suo lavoro. Il luogo distava solo un paio di centinaia di chilometri dalla città in cui risiedevano e avrebbero potuto rientrare in macchina la sera stessa, ma lui prenotò ugualmente lì una stanza in un albergo elegante.
sei mesi dopo
L'autore bussò alla porta dell'editore, entrò al suo “avanti” e depositò le cartelle del romanzo sulla sua scrivania.
“Ce l'ho fatta” esordì “ed è anche un buon lavoro. Dal mio punto di vista, migliore del precedente”. “Come vanno le vendite del mio romanzo?” aggiunse con curiosità, rendendosi conto improvvisamente che non si era mai messo in contatto con l'editore da quando s'era avventurato in quella follia.
L'editore si alzò dalla poltroncina in cui stava seduto e gli tese la mano che l'autore strinse calorosamente.
“Molto bene” mentì l'editore col sorriso sul volto “siamo in linea con le previsioni, se questo suo secondo romanzo risponde alle nostre aspettative lei a fine anno sarà ricco!”
“Magnifico!” commentò l'autore “Ho già in mente gli elementi essenziali per un terzo romanzo al quale comincerò a lavorare fra una settimana, dopo essermi preso una breve vacanza. Me ne andrò in volo alle Antille, ma purtroppo mia moglie non potrà seguirmi perché il suo lavoro … sa com'è, è di quello che attualmente viviamo. E' stata davvero generosa a permettermi questo viaggio, anche se in definitiva avrei preferito non spendere quei soldi”
“Le farò sapere quanto prima il nostro giudizio su questo suo romanzo” l'editore congedò così il marito della sua amante.
Non aveva avuto il coraggio di dirgli che la vendita della prima opera non era andata come previsto, d'altra parte non aveva interesse a comunicarglielo, non ora e non fino a quando la love-story con la sua amante fosse durata ….
nove mesi dopo
L'autore cominciava a sentirsi a suo agio. La scrittura dei romanzi lo stava coinvolgendo in modo così completo da non sentire più la mancanza della vita di società, degli amici, della moglie. In tre mesi era riuscito a scrivere una nuova storia traendo, per la sua stesura, spunti dalla sua vita corrente. Raccontava la vita di uno scrittore che lasciava il lavoro per scrivere romanzi, aveva successo, la moglie era sempre con lui e lo incoraggiava, la sua vita era diventata un continuo presenziare a eventi sociali in cui il personaggio clou era lui. La storia si concludeva con l'acquisto di una villa con parco, la nascita di due gemelle e fiumi di denaro che riempivano le sue casse.
***
La love-story dell'editore con la moglie dell'autore proseguiva con incontri sempre più frequenti e … calorosi.
dodici mesi dopo
L'autore si presentò dall'editore senza il terzo romanzo. Quello l'aveva consegnato ad una casa editrice concorrente che s'era subito mostrata entusiasta del lavoro e ne aveva avviata la stampa per la sua pubblicazione. “Bisogna diversificare” aveva pensato “Se due case editrici si fanno la concorrenza su lavori di uno stesso autore, è anche possibile che il pubblico aumenti e che crescano anche i diritti ...”
“Eccomi qua” l'autore salutò così entrando nell'ufficio “siamo alla fine dell'anno e son venuto a raccogliere i frutti del mio lavoro”
“Buon giorno caro amico” rispose sorridendo viscidamente l'editore “purtroppo non ho notizie magnifiche per lei. Le vendite sono andate peggio del previsto, particolarmente nel secondo semestre, evidentemente il suo romanzo non è riuscito a far leva sul pubblico. Non mi sono neppure fidato a mandare alla stampa il suo secondo lavoro”.
L'autore impallidì, poi divenne paonazzo ed esplose “Ma come, le cose non vanno bene e lei mi tiene all'oscuro di tutto? Quanto ho guadagnato fino a questo momento?”
L'editore, imbarazzato, finse di controllare alcune carte ma la cifra l'aveva ben in mente “Sono quasi ottantamila euro ...”
Lo sguardo dell'autore passò dalla sorpresa, all'incredulità, al furore rosso, ad una incredibile e pericolosissima calma. Uscì dall'ufficio senza salutare, senza chiudere la porta, senza guardare in volto nessuno.
Si diresse rapidamente a casa dove trovò sua moglie, appena rientrata dal suo lavoro, che stava per togliersi l'elegante soprabito. “Non spogliarti” le disse “Usciamo insieme subito”. Andò nella sua camera-studio, prese dal cassetto del comò la pistola e si assicurò che fosse carica. Uscito dalla stanza, prese per un braccio sua moglie e insieme salirono in macchina, fra le proteste di lei che chiedeva spiegazioni di quel suo comportamento, temendo che la sua storia con l'editore fosse venuta alla luce. Lui guidò senza parlare e, giunti alla casa editrice, scese e trascinò sua moglie fin nell'ufficio dell'editore dove entrò come una furia.
“Vedi il verme che ci sta di fronte?” urlò l'autore “Ci ha rovinati! Non sa fare il suo mestiere... ha promesso…. ha venduto una miseria … mi ha rovinato la vita … ma ora glie la faccio pagare cara!”
Estrasse dalla tasca la pistola e la puntò contro l'editore, in piedi e irrigidito come una statua di cera.
Un urlo si levò dalla bocca della donna che corse verso l'editore per proteggerlo abbracciandolo.
Improvvisamente sull'autore scese una mortale bonaccia. Comprese la situazione e fece nella sua mente due conti. “Ah, se l'avessi saputo” si rimproverò con ironia ”almeno avrei cambiato il finale del mio terzo romanzo”.
Sollevò la pistola che teneva nella mano, abbandonata lungo il fianco, e sparò. Un sol colpo, non avrebbe potuto di più. Il proiettile gli entrò ed uscì dalla tempia impiantandosi nella parete dell'ufficio, gli schizzi di sangue macchiarono un'ampia superficie della moquette.
Cadde pesantemente al suolo mentre ai due amanti, irrigiditi dalla sorpresa, dall'orrore, dalla paura, quella scena si stampò nella memoria per tutta la loro rimanente vita.