DOREMI
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A caccia con il padre
Fuori dell’ombra dell’ultimo albero del bosco uscisti col fucile in spalla ed io, bambino, feci a gara col nostro cane per correrti incontro e festeggiare la nuova preda ancora calda fra le tue mani vittima al sacrificio della nostra cena. Selvaggio ed acre era il profumo di sudore e sangue che avevi su di te e sui tuoi vestiti grezzi e consunti ed all’ombra di fronde ventose dividemmo il pane tu, io bambino e un cane poi guardando lontano aldilà della valle e delle nubi dicesti “è bello aver mangiato e sentire ancor fame”.
Fibrillazione Questo cuore confuso non si fa controllare ogni volta che batte di nascosto da me la mia vita si prende senza dirmi il perché forse sente la voglia troppo forte di andare con bagaglio leggero per potere volare con lo sguardo del falco e riuscire a guardare anche il sole più alto per carpire le voci delle nubi e del vento e il respiro del mare gioia forte e tormento e tra un battito e l’altro lascia un vuoto profondo il silenzio assoluto il frastuono del mondo un periodo infinito dove nascono e muoiono i ricordi e i pensieri in un vortice immobile di futuro e di ieri. |
Un ranocchio nello stagno silenzioso senza il fremito di un’onda né il sospiro più leggero per far muovere una fronda un ranocchio timoroso guarda e ammira di nascosto il suo oceano addormentato che la luna piena ha accolto e le nubi fa nuotare. |