ACTAES adesso lo so
Perchè in acqua così presto ?
I miei genitori mi avevano già, con molto tatto preparato ad una situazione che da tempo avevo già sentito ripetere un miliardo di volte da mio nonno Willy.
Si perché da quando ho cominciato a dire le mie prime parole non lo chiamavo nonno ma “ Illy”. Adesso che vado all’asilo e sò parlare meglio lo chiamo Willy.
Egli è un istruttore di nuoto,lo sono anche il mio papà Ivan e mio zio Davide.
Ma Willy da quello che ho capito, vuole a tutti i costi che il suo caro nipotino diventi un campione di nuoto. Forse deluso non avendo avuto molto sucesso coi figli Ivan e Davide. Quando avevo pochi mesi mi portava in una piscina con l’acqua bella calda insieme a tanti altri neonati e con mamma e papà oppure con i nonni.
Tutti i grandi erano sorridenti e contenti di vederre i loro pargoletti sgranare gli occhi, vedevamo tanti colori e luci, gli spruzzi davano un po’ di fastidio ma poi ti abituavi, altrimenti bastava frignare e subito la smettevano di importunarci.
Willy che era esperto mi teneva col palmo della mano sicuro sul petto mentre con l’altra mano mi stimolava i piedini e mi faceva girare sfiorando l’acqua come un veloce motoscafo. Io ridevo era bello sembrava di andare in giostra sulle montagne russe.
Meno male che tutta quella poppata che avevo fatto prima non la spaparanzavo su tutto lo specchio d’acqua. Eravamo tutti bravi non facevamo neanche cacca e pipì forse perché avevamo un rispetto reciproco poiché eravamo tutti nella stessa piscina.
Smettevo di ridere quando Willy decideva che dovevo fare il pesciolino, contava fino a tre e poi mi immergeva spingendomi verso la mamma o papà o chi in quel momento doveva essere la mia isola d’ approdo. Riemergevo sbalordito non sapevo se piangere o ridere oppure dire qualcosa a mio nonno. Quando lo chiamavo nonno voleva dire che ero molto arrabbiato ma purtroppo data la mia tenera età non riuscivo ad esprimermi a parole. Questa esperienza neonatale durò quasi tre anni, nel frattempo Willy si documentava, leggeva tutte le pubblicazioni che riguardavano: il nuoto da zero a tre anni.
Paroloni difficili ma che forse per alcuni saranno importanti. Se vi siete mai chiesti “perché in acqua così presto” eccovi le risposte in breve scritte dai grandi esperti.
L’ attività neonatale serve per utilizzare l’ambiente acqua come stimolo allo sviluppo psicomotorio e via abecedando…
Si và tutti al mare ! Vedrai che bello c’è tanta acqua salata,tante piscine una vicino all’altra,c’è tanta sabbia potrai giocare con secchiello e paletta, insieme costruiremo castelli e dighe. Che bello tutto ignudo, corriamo verso il mare ma la sabbia scotta.
Piccolo inconveniente ma subito risolto, il mio papà mi prese in braccio e ci avvicinammo frettolosamente verso quella cosa immensa che chiamavano “mare” ma era mostruoso si muoveva,non c’erano bordi , ringhiere dove potevo aggrapparmi, mancavano le scalette, ma dove mi porti papà, qui ci vuole una bella frignata così ci rinuncia. Tutti delusi mi fecero giocare con la sabbia costruire dighe in continuazione si perché dopo pochi secondi un’onda la spazzava via. Willy che stava zitto zitto e ponderava aveva accuratamente spostato la sabbia che scottava ad un tratto mi prese in braccio in modo che io potessi vedere quel gruppetto familiare sdraiato sugli asciugamani, camminava come un gambero verso il mare e mi sussurrava nell’orecchio:
fai ciao con la manina, saluta il papà la mamma e la nonna Mirella guarda che tutti ti fanno ciao anche loro, guarda che faccie da pampuri che hanno, logico non avevano ancora capito il trucco. In quella posizione non vedevo tutta quell’immensità. Lentamente l’acqua arrivò a bagnarmi le gambine mentre Willy mi teneva con le mani sotto le gambe e mi stimolava a batterle. Io continuavo a salutare, erano diventati piccoli e lontani, noi eravamo in mezzo al mare ora mi sentivo sicuro, sguazzavo tranquillo come quando ero in piscina. Quando tornammo a Merano il nonno mi prese in braccio e mi disse: sai Patrick adesso che hai tre anni non puoi più stare in acqua con i baby.
Avete capito che figli di … Adesso lo so che quel discorso (incongruamente per mè privo di logica che potrei definirlo addirittura sconnesso) che mi avevano fatto i miei genitori soggiogati naturalmente dal nonno il quale aveva gia ipotecato il mio futuro.
Adesso lo so egli ambiva che io diventassi un campione di nuoto.
Ma io ho deluso ogni sua aspettativa perché ho deciso di lasciare il nuoto e di far parte di una squadra di basket.
In tutti questi anni (adesso ne ho quasi quattordici ) nonno Willy si è messo il cuore in pace, anzi partecipa con entusiasmo alle mie partite di pallacanestro.
ACTA EST FABULA
Lo spettacolo è finito