Romanzare in breve – terza serata conclusiva – 01 marzo 2011


In merito alla valutazione degli elaborati presentati, aventi per tema “adesso lo so”, i Sigg. Maria Carla Alessandrini, Laura Trevisan e Giorgio Venturi hanno espresso i seguenti giudizi:



P09IKL

Testo molto buono. Aiuta l'aspettativa del lettore che si avvia verso il finale con curiosità sempre crescente. Il finale sorprende, ma ricopre di logicità tutto il racconto. Traspare, dal testo, la buona dimestichezza con la tecnica della narrazione e anche un certo compiacimento per argomenti analoghi (Dino Buzzati: il deserto dei tartari).

La nostra vita è già scritta e noi ne percorriamo inconsapevoli un percorso già preimpostato? Oppure prende un indirizzo diverso a seconda delle scelte che noi di volta in volta operiamo? Il vecchio insoluto dibattito trova qui una sua singolare interpretazione in un racconto ben congegnato che aumenta lentamente d’intensità, riga dopo riga, fino all’insospettabile finale. Originale l’ambientazione, ben caratterizzati i personaggi caricature non del tutto irreali.


SIRBISS

Testo buono. Potrebbe svilupparsi in un romanzo lungo con i dovuti approfondimenti. Molto scenografico. Titolo alla Dostoievski. Meglio “per un paio di scarponi”. Pur nei diversi piani di narrazione, la lettura scorre e suscita coinvolgimento.

Un efficace insieme di flash-back compone questo lavoro che si rivela al lettore in maniera molto graduale riga dopo riga. Dall’epopea di Russia della seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri per un segreto che si svela solo alla fine del racconto conservando fino alle ultime righe la sorpresa. Documentazione storica, creazione di personaggi credibili, una storia verosimile: sono gli ingredienti principali di questo lavoro che si rivela nell’insieme ben costruito e scritto con stile elegante.


ACTAES

Testo sufficiente. Tuttavia espone in modo piacevole una esperienza personale. Suscita però l'impressione di essere stato scritto in modo frettoloso, senza adeguata riflessione critica. Sia per la forma, sia per il contenuto a volte dilatato, a volte contratto, si rivela disorganico.

Anche i bambini sanno quello che vogliono e quello che non vogliono. Anche i bambini hanno il carattere di fare le proprie scelte rifiutando magari quello che viene loro caldeggiato, se non proprio imposto, da altri solo perché a questi altri fa piacere. In questo caso è la pratica di uno sport che piace al nonno (e relativa famiglia) il quale cerca di trasmettere la passione al nipotino. Ma finché non è un grado di decidere si adegua, poi fa la sua scelta. Una metafora della vita dove chi si adegua a seguire percorsi da altri prestabiliti non trova mai la propria realizzazione. La libertà sta nel poter scegliere chi essere, chi diventare. E ciò che siamo è il prodotto delle nostre scelte. Non c’è una vera storia a dare anima a questo racconto, tuttavia la lettura si rivela ugualmente piacevole e scorrevole. Nonostante qualche evitabile refuso, nell’insieme il lavoro si presenta ben strutturato e con un finale un po’ inaspettato.


ALB@CARA1


Testo sufficiente. L'argomento è piacevole, ma il contenuto è troppo didattico, è una lezione di scienze naturali. Non ha la caratteristica del romanzo breve. Qualche preziosismo linguistico. Un romanzo prevede una storia che inizia, si sviluppa con una serie di azioni e approda in un finale.

Apprezzabile lo sforzo creativo e vena fantasiosa. Simpatico il finale che sfrutta sapientemente, non senza un velo ironico, l’input obbligato per la composizione stessa. Il racconto conserva in tutto il suo svolgersi un originale spirito ecologico abbinato ad un sottile, divertente, humor. Emerge un neanche tanto celato invito a vivere con meno fretta, con meno superficialità così da vedere tutto ciò che ci circonda con maggiore attenzione tanto da trovare insperate sorprese anche in quello che sta sotto i nostri occhi ma che il più delle volte guardiamo senza riuscire a vedere.