KATANGA incontri
CONCERTO
Ho conosciuto un maestro di violino,
nell’archetto il suo poter divino.
Lui s’ ispira alla forza del destino.
Sul palco col suo violino
Il suono si alterna
di magica lanterna
la nota ha un suono divino.
Avvolto in un alone fatato
sento lontan trombe e liuti.
Il concerto è già iniziato,
ascoltan tutti attenti e muti.
Suonan lo strumento con ardore
Abbracciar vorrei gli orchestrali con amore
Ma il mio sogno è di incontrare il direttore.
L’OCCASIONE
T’ho incontrata che brillavi nel cielo
veloce e lieve come una farfalla,
sfuggita ad incontri funesti.
T’ho incontrata quando avevi l’anima pura come l’infanzia
combattendo senza violenza,
avventurosa e visionaria,
vibrante, sazia di baldanza.
T’ho incontrata mentre ti affacciavi al teatro del nuovo giorno,
per sorridere e lottare.
T’ho incontrata intenta a preparare il terreno
per il prossimo scattante balzo in avanti,
incontrando giorni oscuri e pedanti.
Tormentata dalla discesa agl’ inferi
da cui resusciterai ogni volta.
Nessuno potrà resisterti
ma pochi riusciranno ad incontrarti.
VAN GOGH
Lo rividi sopra un prato
Quando ispirato il pennello stringea,
più della mano la testa dolea
ma l’arte lo sorreggea.
Con un gesto disperato
l’orecchio sinistro si tagliò,
confuso e delirante
su quel prato ivi restò.
L’impegno di crear un capolavoro
al dolor soccombea.
Spiriti lasciate terminar il suo lavoro.
Ammirate il suo capolavoro.
VISIONI
Sei comparsa a mezzanotte,
eri avvolta da una luce bianca.
La luna splendea nella tiepida notte.
Vagavi lenta, assetata e stanca.
Strana visione allucinante.
Perché mi sei apparsa ?
Trovar pace t’è pesante !
Par di recitar una farsa.
Abbandonasti i luoghi amati e cari.
Navigasti fin sull’altra sponda.
La luna riflettea i sui raggi chiari,
a far sembrar la notte meno fonda.
In vita ti recai danno,
ora la tua anima chiede vendetta.
Prendimi con te senza affanno,
saliamo assieme l’ardua vetta.