Questo il giudizio della Giuria (Laura Trevisan, Maria Carla Alessandrini, Giorgio Venturi) relativo al romanzo breve il cui tema è stato, a scelta, Pagine di diario o Una vita in cornice:


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Un vero diario: attraverso le sue pagine sfogliate e lette con la stessa emozione di chi le ha scritte, si ricostruisce una storia intessuta di tante vicissitudini dolorose. Il lettore ultimo rivive questa storia con sentita partecipazione emotiva. Buona la stesura nel suo drammatico crescendo, necessiterebbe tuttavia di intervalli più frequenti e più esplicativi, in armonia con il contenuto.

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Buona l'idea del diario di una ragazzina delle caverne che racconta la sua quotidianità, con la vivacità dei suoi verdi anni ed il suo acuto quanto arguto spirito di osservazione. Ottima perché inaspettata, solo accennata, ma convinta, la diatriba tra scienziati, autoreferenziati, se considerare i graffiti i prodotto di una qualche forma, se pur primitiva, di intelligente racconto o, più semplicemente una rozza espressione di rabbia.

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Divertente la trovata di privilegiare la firma apposta piuttosto che il quadro, la quale firma ha davvero il diritto di protestare dato che più di un pittore ha fatto della propria firma un'opera d'arte? Pare strano che la suddetta firma, la quale subisce lo stesso identico destino del dipinto a cui viene apposta, e quindi non è né sola né abbandonata, voglia lamentarsi e protestare.

ELAMAT

È una doppia vita in cornice, quella di un quadro famoso e quella del suo rapitore. Pregevole è il lavoro di documentazionea cui si è dedicato lo scrittore, che ha sviluppato la vicenda del furto della Gioconda con molti dettagli e molte puntualizzazioni. Dal punto di vista del lettore risulta difficile capire quanto sia cronaca nuda e cruda e quanto sia racconto che abbia emotivamente coinvolto l'autore. Originale, per quanto a suo tempo sospettato, è il finale che riporta tutta la vicenda dalle fredde pagine della cronaca a quelle più umane della vita quotidiana.

RATAPLAN

Il diario è preceduto da una lunga, troppo, introduzione fatta di dialoghi, che potrebbero essere sintetizzati in un breve antefatto. In contrasto con la prima parte del lavoro e con la trama del racconto, le presentazioni alle pagine di diario sono piuttosto scarne e prive di quel sentimento che quelle stesse pagine dovrebbero suscitare, oltre che allo scrittore, anche al lettore.

RATNIB

La cornice è stata ben intesa: chi non desidera di potersi inserire in un ambiente che appare scintillante? Tuttavia l'inconsistenza intellettuale e morale di questa cornice ne annulla il desiderio e fa rientrare la protagonista del racconto in una cornice più semplice, ma più consona alla sua personalità. Questa la trama. Purtroppo il lavoro presenta parecchi difetti grammaticali e linguistici, frasi che sembrano preconfezionate, premesse in qualche modo intuite ma non espresse.

IWAHJN

Viene presentato come diario; in effetti, ad una seconda lettura, pare che un ricercatore trovi il diario di uno scrittore del secolo XV redatto nella lingua del tempo e lo trascriva, crede lui, più o meno fedelmente. Il racconto presenta qua e là qualche elucubrazione che appare come giro di parole piuttosto che frasi di senso compiuto. È esposto in modo talmente confusionario da rendere difficile dipanarne la trama. Alcune espressioni vengono usate nell'accezione sbagliata, mancano dei soggetti ed alcune attribuzioni.